Intervista

Iniziamo questo Intervista con una considerazione, cercando in rete notizie un po su di te, si trova molto poco, per un personaggio del tuo calibro è strano, è una tua scelta quella di non vivere il bonsai urlato degli ultimi tempi, e mantenere una posizione più defilata?, cerco di concentrare mio tempo sul lavoro pratico e l'apprendimento nel ambito bonsai l'intepretazione ,e lo stato d'animo del bonsai.

E' stata uno scelta quello di non fare un sito personale e pubblicitario?

ho dato più importanza al lavoro pratico che al tutto il resto. Purtroppo nella vita moderna, frenetica e immediata, si pensa più al marketing che all'arte del bonsai talvolta si parte dall'apice e non dalla base e questo a mio avviso non è la strada giusta

Tornando ella considerazione precedente, il fatto di non trovare molte notizie rete,fa di te che si conosca solo il lato del bonsaista, ma il Gianfranco Rossi uomo come si definirebbe?

 

Chi mi conosce mi definisce come una persona semplice alla "mano"... Sono uno come tanti della mia generazione. Dopo essermi diplomato a Milano come perito agrario ho fatto diversi lavori in Italia e all'estero. Sono una persona leale e corretta e credo che il rapporto umano venga príma di ogni altra cosa. Sono anche un sognatore e questo il piu' delle volte è considerato un difetto, credo che la linfa vitale di ogni uomo scorra dentro la passione, l'amore per qualcosa. Ho sempre amato le arti visive come la pittura e la scultura ma è solo nel bonsai che ho trovato la concentrazione necessaria per realizzare.

 

giovanissimo, a quattordici anni è un po' inusuale appassionarsi al bonsai, come si è sviluppato in te questo desiderio di avvicinarti a quest'arte? Sei riuscito a farla convivere con le passioni dei quattordicenni o ti ha coinvolto totalmente? I/ mio primo bonsai lo vidi in prima superiore a Milano e da quel momento è scattata in me un'emozione nuova che ha finito per radicarsi. Vista la mia giovane età non mi sono buttato subito a capofitto, l'ho presa come una semplice passione. In quel periodo il bonsai non veniva al primo po-sto, avevo altre cose da fare, la scuola, lo sport, gli amici... 11 mio unico rammarico è quello di aver la-sciato perdere il bonsai dopo la maturità, azzerando in qualche mo-do tutto quello che di buono avevo fatto perchè poi e' stato più difficile rimettersi in gioco ripartendo da zero.

 

Ho una curiosità, come ti senti a fa-re bonsai senza avere la pubblicità di molti tuoi colleghi? Mi sento bene. La pubblicità non è indice di bravura o professionalità. Sinceramente vivo il bonsai con passione, e' una forma d'arte per cui provo emozioni e soddisfazione creativo, questo mi aiuta a raggiungere uno stato d'animo sereno e pacifico. Penso che la pubblicità venga con il tempo da sola, continuando a mostrarmi alla gente per quello che sono, senza retorica. A mio ovvi-so, nell'arte in genere, il business e il guadagno immediato a tutti i costi uccidono tutte le emozioni ed allontanano molte persone che si avvicinano al bonsai per la prima volta. 11 mio intento è quello di coinvolgere e far appassionare a questa antica e nobile arte millenaria sempre più persone. Faccio bonsai per il gusto di realizzare forme viventi di opere artistiche  

L'intervista



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